Dopo il videoclip di “Lontano” girato davanti all’Ultima Cena, l’artista promuove con il Museo tre appuntamenti dedicati a studenti, giovani coinvolti in progetti sociali e pazienti pediatrici
Dopo aver scelto il Cenacolo Vinciano come scenario del videoclip di “Lontano”, Sfera Ebbasta torna a incontrare il capolavoro di Leonardo da Vinci con un progetto dedicato all’accessibilità culturale. Dalla collaborazione tra l’artista e il Museo del Cenacolo Vinciano nascono tre appuntamenti speciali, in programma a novembre, per offrire a gruppi di giovani e persone provenienti da contesti differenti l’opportunità di visitare uno dei luoghi simbolo del patrimonio artistico italiano.
L’iniziativa prende le mosse dalla collaborazione che ha portato Sfera Ebbasta a girare, per la prima volta per un artista musicale, un videoclip davanti all’“Ultima Cena” di Leonardo da Vinci. Il capolavoro leonardesco è stato scelto come set di “Lontano”, singolo che anticipa il nuovo album PUROSANGUE, in uscita l’11 dicembre per Universal Music Italia.
Quell’incontro tra musica contemporanea e arte rinascimentale si trasforma ora in un progetto concreto di inclusione, che punta a rendere il patrimonio culturale più accessibile, con particolare attenzione alle nuove generazioni e a chi, per ragioni sociali o personali, ha meno occasioni di avvicinarsi a luoghi di questo valore.
Il calendario prevede tre aperture dedicate. Si comincia giovedì 5 novembre con gli studenti dell’Istituto comprensivo Piazza Costa “Morandi” di Cinisello Balsamo. Domenica 8 novembre il Museo accoglierà i gruppi coinvolti nei progetti di inclusione sociale sostenuti dall’associazione I Bambini delle Fate. L’ultimo appuntamento, venerdì 13 novembre, sarà riservato ai pazienti del reparto di Pediatria della Fondazione Ospedale Niguarda.
Tre occasioni rivolte a pubblici diversi, accomunate dall’obiettivo di favorire l’accesso alla cultura e consentire a un numero più ampio di persone di entrare in contatto diretto con uno dei capolavori più importanti della storia dell’arte.
La partecipazione di Sfera Ebbasta aggiunge al progetto una dimensione particolare. Il rapporto costruito dall’artista con il pubblico più giovane diventa uno strumento per avvicinare mondi apparentemente lontani: da una parte il linguaggio della musica urban, dall’altra un’istituzione museale che custodisce un’opera di valore universale. Un dialogo che può contribuire a superare la percezione della cultura come esperienza distante dalla quotidianità delle nuove generazioni.
È questo il significato dell’iniziativa: trasformare un incontro artistico in un’occasione di condivisione e accessibilità, riaffermando il valore della cultura come patrimonio comune, senza barriere generazionali, sociali o culturali.
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