Dopo la tranche indoor, Blanco sarà protagonista del Tour Estate 2026, in partenza a giugno, che lo vedrà esibirsi nei principali festival italiani fino a settembre. Sul palco, il cantautore porta una dimensione sonora rinnovata, più organica e suonata, in linea con il nuovo lavoro discografico
È partito con un grande successo il primo tour nei palazzetti di Blanco, che ieri sera ha conquistato il pubblico di Firenze sul palco del Nelson Mandela Forum. Un debutto atteso, che segna una nuova fase del suo percorso artistico dopo l’uscita di “MA’”, il nuovo album pubblicato il 3 aprile 2026 per EMI Records Italy (Universal Music Italy), sotto la direzione artistica di Stefano Clessi.
Il tour prosegue nei principali palazzetti italiani, registrando già diversi sold out: Padova (23 aprile), Roma (29 aprile), Bari (2 maggio) e Milano (11 maggio), a conferma del forte legame tra l’artista e il suo pubblico. In calendario anche tappe a Torino, Napoli, Bologna e Pesaro.
Dopo la tranche indoor, Blanco sarà protagonista del Tour Estate 2026, in partenza a giugno, che lo vedrà esibirsi nei principali festival italiani fino a settembre.
Sul palco, il cantautore porta una dimensione sonora rinnovata, più organica e suonata, in linea con il nuovo lavoro discografico. Alla formazione consolidata — Michelangelo (chitarre e piano), Carmine Landolfi (batteria), Emanuele Nazzaro (basso) — si aggiungono Giacomo Ruggeri e Gabriele Bolognesi, ampliando il sound con l’introduzione dei fiati e una direzione più rock e materica.
La scaletta attraversa l’intero repertorio: dai grandi successi come Notti in Bianco, La Canzone nostra e Mi fai impazzire, fino ai brani più recenti come Piangere a 90 e Anche a vent’anni si muore. Non mancano momenti più intimi e acustici, per uno show intenso e diretto, pensato per essere vissuto senza filtri.
«Sono sicuro che ci divertiremo. Ci sto lavorando tanto e sarà un tour diverso da tutti quelli che ho fatto finora. Anche perché ora arrivo nei palazzetti: è una sfida nuova», ha dichiarato l’artista.
Per la parte scenotecnica, dal live design alla scenografia, è stato coinvolto il collettivo londinese Ombra, tra i più richiesti del momento. Il concept visivo punta su un’estetica essenziale e cruda: un palco classico attraversato da un racconto in evoluzione, che da un caos iniziale si organizza progressivamente in una narrazione visiva coerente.
